Al via lo spin off del Lingotto
Le ragioni della "giornata storica" di Fiat
"Quella di oggi è un'assemblea storica – ha detto il presidente di Fiat, John Elkann, in apertura dei lavori dell'assemblea dei soci a Torino – Oggi nasceranno due Fiat forti, con ambizioni, obiettivi e soprattutto persone che ci lavorano e sono pronti a realizzarli". Proprio in queste ore, infatti, la Casa automobilistica sta deliberando sul piano di spin-off: verranno create due società, Fiat e Fiat Industrial.
15 AGO 20

"Quella di oggi è un'assemblea storica – ha detto il presidente di Fiat, John Elkann, in apertura dei lavori dell'assemblea dei soci a Torino – Oggi nasceranno due Fiat forti, con ambizioni, obiettivi e soprattutto persone che ci lavorano e sono pronti a realizzarli". Proprio in queste ore, infatti, la Casa automobilistica sta deliberando sul piano di spin-off: se lo scorporo dell'auto sarà definitivamente avviato, verranno create due società. Da una parte il core business dell'auto (Fiat Auto), dall'altra la Fiat Industrial (con Cnh, per le macchine agricole; Iveco, per i veicoli commerciali; Fpt Industrial e Marine).
Elkann si è dimostrato estremamente fiducioso: "In Fiat non abbiamo paura del futuro, e vogliamo costruirlo", ha detto. "In questi giorni, pensando a questa assemblea, pensavo agli ultimi dieci anni che sono stati quelli in cui ho iniziato a vivere in questa azienda. Sono stati dieci anni iniziati in maniera difficile; ricordo i momenti bui, quella sensazione di un destino ormai segnato, l'aria di agonia. Ed è proprio in quel momento che è maturata in me una forte convinzione: il rifiuto della decadenza".
Lo scorporo era stato già annunciato anche dall'ad di Fiat, Sergio Marchionne, ad aprile, ed è direttamente legato alla svolta internazionale del manager in pullover. L'azienda auto "separata", infatti, punta a conquistare definitivamente Chrysler. Anche perché, se tutto andrà per il verso giusto, il Tesoro americano ha già in mente una tabella di marcia per uscire progressivamente dall'azionariato della Casa di Detroit.
Elkann si è dimostrato estremamente fiducioso: "In Fiat non abbiamo paura del futuro, e vogliamo costruirlo", ha detto. "In questi giorni, pensando a questa assemblea, pensavo agli ultimi dieci anni che sono stati quelli in cui ho iniziato a vivere in questa azienda. Sono stati dieci anni iniziati in maniera difficile; ricordo i momenti bui, quella sensazione di un destino ormai segnato, l'aria di agonia. Ed è proprio in quel momento che è maturata in me una forte convinzione: il rifiuto della decadenza".
Lo scorporo era stato già annunciato anche dall'ad di Fiat, Sergio Marchionne, ad aprile, ed è direttamente legato alla svolta internazionale del manager in pullover. L'azienda auto "separata", infatti, punta a conquistare definitivamente Chrysler. Anche perché, se tutto andrà per il verso giusto, il Tesoro americano ha già in mente una tabella di marcia per uscire progressivamente dall'azionariato della Casa di Detroit.